Teatrino trad

Premessa

Il Kamishibai, “spettacolo teatrale di carta”, è una forma di narrazione che ha avuto origine nei templi buddisti nel Giappone del XII secolo, dove i monaci, utilizzavano gli “emakimono” (opera di narrativa illustrata e orizzontale, che unisce testo e immagini, ed è disegnato, dipinto o stampato su un rotolo. Vi vengono rappresentati amori, battaglie, concetti religiosi, storie popolari e racconti soprannaturali) per narrare ad un pubblico, principalmente analfabeta, delle storie dotate di insegnamenti morali.

La tecnica del kamishibai è rimasta nelle tradizioni del Giappone per secoli, ma ha conosciuto un momento di splendore nel periodo tra le due Guerre Mondiali, grazie alla combinazione di tre fattori: la diffusione dell’uso della bicicletta, la crisi economica degli anni ’20 e ’30 e l’avvento del cinema sonoro.

I primi artisti del Kamishibai erano soprattutto narratori del Benshi, una disciplina che consisteva nel commentare in sala, con buona intensità di drammaturgia, i film muti. Lentamente l’avvento del sonoro fece restare senza lavoro migliaia di narratori Benshi, che si convertirono all’attività di narrazione di strada.

Il Gaito kamishibaiya, o narratore, si spostava da un villaggio all’altro in bicicletta  con un piccolo teatrino di legno montato sul portapacchi. Usava battere due pezzi di legno hyoshigi, per annunciare il proprio arrivo nei villaggi. Iniziava a raccontare le proprie storie servendosi di un set di tavolette di legno sulle quali erano disegnati i vari passaggi della storia che avrebbe raccontato.

Dapprima l’entrata in guerra del Giappone nel 1941, poi l’arrivo della televisione negli anni cinquanta, hanno praticamente soppiantato l’usanza del kamishibai. Recentemente è stata rilanciata nelle biblioteche e nelle scuole elementari giapponesi.

Il Progetto

L’intento del progetto è quello di diffondere la conoscenza e l’utilizzo del teatro Kamishibai in ambito educativo, avvalendosi della forte componente che lo caratterizza: la narrazione, intesa nel suo senso più ampio. I linguaggi narrativi scelti enfatizzano la singolarità del progetto e avvicinano con facilità i ragazzi a forme d’arte nuove, apparentemente distanti tra loro. Le facoltà artistiche  sono strettamente collegate al lato emotivo della persona per cui le arti facilitano l’esternazione di emozioni e sentimenti.

Il fumetto ha la prerogativa di veicolare concetti e messaggi, grazie alla sua veste accattivante e alla sintesi verbale, attirando l’attenzione anche dei più giovani. Nel laboratorio kamishibai, l’azione viene visualizzata attraverso immagini semplici e di immediata comprensione, arricchita dalle onomatopee (rumori scritti e disegnati). Brevi descrizioni, frasi concise o singole parole, lasciano al narratore libertà di interpretazione e improvvisazione.

Interviene poi un terzo linguaggio a interagire con immagine e parola, ed è quello del suono-rumore, impiegato secondo la pratica del rumorista di scena. Ogni oggetto è in grado di produrre suono e finito di asservire allo scopo per cui è stato creato, è possibile decontestualizzarlo e reimpiegarlo per il suo valore sonoro, investendolo di significato simbolico. Attraverso il riciclaggio, la manipolazione e la creatività si fabbricano suoni da utilizzare per descrivere azioni e atmosfere.

Il progetto vuole avvicinare i ragazzi a forme narrative che fanno dell’interdisciplinarità la loro forza, insegnando a dare voce ai suoni, a disegnare fumetti, a scrivere onomatopee per raccontare storie adatte ad un piccolo “teatro fatto a valigia” avvolto di magia.

…ci poniamo i seguenti obiettivi:

  • far conoscere nuove forme di comunicazione utilizzando linguaggi differenti: il fumetto, il suono, la scrittura onomatopeica
  • incentivare la manualità attraverso la costruzione di oggetti sonori e la creazione stessa del teatrino Kamishibai
  • educare alla pratica del riciclaggio
  • incoraggiare i ragazzi nell’uso della vocalità tramite giochi di respirazione e riscaldamento, suggerendo modi per esporre un racconto
  • stimolare l’uso della fantasia e della creatività
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